Archive for Ottobre 2009
Serata di ricordi e … speranze

Coriano 24-10.09
Ieri, che serata indimenticabile!
Il video prima, con le immagini commoventi di don Oreste, le sue parole, la sua vita straordinaria, …. poi la testimonianza della Mara: il suo semplice raccontarsi, nelle grandi cose che fa, con tanto amore.
La pioggia, la burrasca, il vento, …. sì hanno fermato qualcuno, ma non sa cosa si è perso!
Di fronte alle belle parole ascoltate ed alle emozioni provate, si percepiva il desiderio comune di unità, di voglia di collaborare insieme per il bene della nostra realtà vicina e per quella di tutta l’umanità.
Per fare appunto della razza umana una FAMIGLIA UMANA.
Grazie a tutti quelli che in qualche modo hanno collaborato per la buona riuscita della serata.
Add comment Ottobre 24, 2009
Clamori dalla Colombia

UN PAESE RICCO DI RISORSE NATURALI: QUANTO NE BENEFICIANO I SUOI ABITANTI?
QUANTO SPRECO INVECE IN ARMI!
QUANTO IN CORRUZIONE!
[...] al deficit di 2,5 milioni di abitazioni, si somma il fatto che 12 bambini su 100 sono denutriti (le statistiche dell’Onu dimostrano che la fame cresce più rapidamente in Colombia che nell’Africa subsahariana), e che 12 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile tramite acquedotto. Inoltre, secondo dati governativi (sempre minimizzati per ragioni di propaganda) ogni anno muoiono circa 2.600 bambini per scarsità o cattiva qualità dell’acqua.
Questi dati sono la migliore risposta alle presunte iniziative del governo del narcopresidente Uribe e della sua cricca per “risolvere il problema della povertà”.
Evidentemente, è interesse dell’oligarchia che le ricchezze di uno dei paesi più dotati di risorse naturali al mondo, siano destinate alle multinazionali (da cui riceve il compenso per aver svenduto il paese) e non alla popolazione locale, che muore letteralmente di fame.
Del resto, il 6% del PIL del paese è destinato alle spese di guerra, come il 65% della spesa pubblica,
e a chi fra i criminali che governano il paese interessano i morti per fame?
Queste agghiaccianti cifre legittimano, intrinsecamente, il diritto alla ribellione del popolo colombiano.
Quale regime puó essere definito “democratico” alla luce di questa intollerabile situazione,
oltre che dell´applicazione sistematica del terrorismo di Stato contro gli oppositori? [...]
viaClamori dalla Colombia :: Il pane e le rose – classe capitale e partito.
Add comment Ottobre 15, 2009
Fao: un miliardo di affamati nel mondo, + 9% in un solo anno. Mai così dal 1970 - Il Messaggero

ROMA 14 ottobre – La crisi economica fa crescere anche la fame nel modo. Per effetto della tempesta finanziaria che non ha risparmiato nessun mercato, gli affamati nel modo sono cresciuti del 9% nell’anno in corso, arrivando alla vetta di 1,02 miliardi, il livello più alto dal 1970. Lo afferma il rapporto pubblicato oggi dalla Fao l’Organizzazione delle nazioni unite per l’agricoltura e l’alimentazione e dal Pam il Programma alimentare mondiale.Molti Paesi, a causa della crisi globale, hanno subito cali generalizzati nei propri flussi finanziari e commerciali, ed hanno assistito ad una caduta verticale delle entrate da esportazioni, degli investimenti esteri, degli aiuti allo sviluppo e delle rimesse in denaro. Il rapporto fa notare come, ad esempio, le 17 economie più importanti dell’America Latina nel 2007 abbiano ricevuto 184 miliardi di dollari in entrate finanziarie, cifra che si è circa dimezzata nel 2008 con 89 miliardi di dollari e si prevede diminuirà ulteriormente nel 2009 con 44 miliardi di dollari. Questo significa che si deve ridurre il consumo alimentare, e per alcuni Paesi a basso reddito con deficit alimentare questo aggiustamento del consumo può tradursi nella diminuzione delle tanto necessarie importazioni alimentari e di altri beni importanti come medicine ed attrezzature mediche. La sottonutrizione è una realtà estesa in Asia e nel Pacifico – spiega il rapporto- dove si stima che gli affamati siano 642 milioni, ma non risparmia neanche i Paesi sviluppati dove sono 15 milioni a soffrire la fame; nell’Africa sub-sahariana sono 265 milioni, in America Latina e Caraibi 53 milioni, nel Vicino Oriente e Nord Africa 42 milioni.
Nel corso dell’ultimo decennio – spiega il rapporto Fao-Pam – anche prima dell’attuale crisi, il numero delle persone sottonutrite era aumentato in modo lento ma costante. Proprio questo aumento, sia nei periodi di prosperità economica che recessione, mostra, secondo la Fao, l’estrema debolezza del sistema mondiale di governance della sicurezza alimentare.
«I leader mondiali hanno reagito con determinazione alla crisi economica e finanziaria e sono stati in grado di mobilitare miliardi di dollari in un lasso di tempo molto breve. La stessa azione decisa è adesso necessaria per combattere fame e povertà» afferma il direttore generale della Fao Jacques Diouf. Secondo Diouf, è anche «essenziale investire nel settore agricolo dei Paesi in via di sviluppo, non solo per sconfiggere fame e povertà, ma anche per assicurare una generalizzata crescita economica, e dunque pace e stabilità nel mondo».
«Nel momento il numero delle persone che soffrono la fame ha raggiunto un picco storico, vi è il più basso livello di aiuti alimentari mai registrato – ha dichiarato Josette Sheeran, direttrice esecutiva del programma alimentare mondiale dell’Onu – Sappiamo quello che occorre per coprire le necessità urgenti, quello che serve sono le risorse e l’impegno internazionale per farlo».
2 comments Ottobre 14, 2009
Cambiamenti climatici: 25 milioni di bambini malnutriti nel 2050

I CAMBIAMENTI CLIMATICI,
CAUSATI DAL COMPORTAMENTO SCORRETTO DELL’UOMO,
PORTANO A CONSEGUENZE DRAMMATICHE IMMEDIATE PER I PIU’ POVERI,
MA COL TEMPO PER TUTTA L’UMANITA’.
E’ URGENTE PORVI RIMEDIO.
Saranno 25 milioni i bambini malnutriti a causa dei cambiamenti climatici nel 2050. E’ il terribile risultato di uno studio diffuso i giorni scorsi dalla International Food Policy Research Institute (IFPRI).
Lo studio, uno dei più accurati mai fatti, è il frutto di una attenta valutazione globale sugli effetti dei cambiamenti climatici, in particolare sul loro impatto nei paesi poveri e nei paesi in via di sviluppo. Il rapporto, denominato “Climate Change: Impact on Agriculture and Costs of Adaptation”, prende in esame in particolare il settore agricolo dei Paesi in via di sviluppo e ne evidenzia le lacune, aggravate proprio dal cambiamento climatico globale.
Gerald Nelson, il ricercatore della IFPRI che ha diretto lo studio, parlando alla stampa durante la presentazione del rapporto, ha detto che la già precaria situazione nel settore agricolo dei Paesi in via di sviluppo, sarà ulteriormente aggravata dai cambiamenti climatici producendo un numero altissimo di persone povere che vivono proprio di micro-agricoltura generando così qualcosa come 25 milioni di bambini malnutriti, un numero davvero allarmante considerando che proprio i bambini sono i più vulnerabili.
Secondo Nelson la catastrofe si può ancora evitare a condizione che i grandi donatori internazionali investano almeno 7 miliardi di dollari “supplementari” nei prossimi anni. Nelson evidenzia infatti che i soldi stanziati fino ad oggi per sostenere la micro-agricoltura, settore fondamentale per il sostentamento delle popolazioni povere, non sono sufficienti per bilanciare gli squilibri provocati dai cambiamenti climatici.
Occorrono nuovi sistemi di irrigazione per compensare le sempre più frequenti siccità,
servono nuove infrastrutture per favorire gli scambi commerciali,
nuove strutture di ricerca che implementino colture in grado di resistere alle alte temperature,
un migliore accesso all’acqua potabile,
un sistema di formazione sull’agricoltura per i giovani dei Paesi poveri, soprattutto per le ragazze che sono quelle che più spesso lavorano nei campi, formazione che dovrebbe consentire una maggiore produttività e quindi la garanzia del sostentamento.
Secondo lo studio saranno i paesi dell’Africa Sub-sahariana e quelli dell’Asia Meridionale quelli più colpiti dai cambiamenti climatici, proprio perché sono quelli che basano sull’agricoltura buona parte dell’economia rurale, una economia che garantisce il sostentamento di base a milioni e milioni di persone. Essendo però l’agricoltura particolarmente “meteo-dipendente” è chiaro come i cambiamenti climatici vadano a incidere sulla qualità e sulla quantità della produzione. Una drastica riduzione della quantità di prodotto produrrà immancabilmente effetti devastanti sulla popolazione e in particolare su quella fetta più vulnerabile, i bambini.
Il rapporto evidenzia con chiarezza le linee guida da seguire per evitare l’imminente catastrofe che di fatto è già iniziata. Ora spetta ai grandi donatori internazionali mettere mano al portafoglio per cercare di porre rimedio alle evidenti mancanze evidenziate dallo studio del International Food Policy Research Institute, cercando per una volta di favorire la micro-economia in luogo della tanto cara (a Banca Mondiale) macro-economia.
viasecondoprotocollo.org – Cambiamenti climatici: 25 milioni di bambini malnutriti nel 2050.
15 Ott0bre 2009
Questo articolo è pubblicato per aderire all’iniziativa di BLOG ACTION DAY
Add comment Ottobre 3, 2009
