Fao: un miliardo di affamati nel mondo, + 9% in un solo anno. Mai così dal 1970 - Il Messaggero

Ottobre 14, 2009

FAO

ROMA 14 ottobre – La crisi economica fa crescere anche la fame nel modo. Per effetto della tempesta finanziaria che non ha risparmiato nessun mercato, gli affamati nel modo sono cresciuti del 9% nell’anno in corso, arrivando alla vetta di 1,02 miliardi, il livello più alto dal 1970. Lo afferma il rapporto pubblicato oggi dalla Fao l’Organizzazione delle nazioni unite per l’agricoltura e l’alimentazione e dal Pam il Programma alimentare mondiale.Molti Paesi, a causa della crisi globale, hanno subito cali generalizzati nei propri flussi finanziari e commerciali, ed hanno assistito ad una caduta verticale delle entrate da esportazioni, degli investimenti esteri, degli aiuti allo sviluppo e delle rimesse in denaro. Il rapporto fa notare come, ad esempio, le 17 economie più importanti dell’America Latina nel 2007 abbiano ricevuto 184 miliardi di dollari in entrate finanziarie, cifra che si è circa dimezzata nel 2008 con 89 miliardi di dollari e si prevede diminuirà ulteriormente nel 2009 con 44 miliardi di dollari. Questo significa che si deve ridurre il consumo alimentare, e per alcuni Paesi a basso reddito con deficit alimentare questo aggiustamento del consumo può tradursi nella diminuzione delle tanto necessarie importazioni alimentari e di altri beni importanti come medicine ed attrezzature mediche. La sottonutrizione è una realtà estesa in Asia e nel Pacifico – spiega il rapporto- dove si stima che gli affamati siano 642 milioni, ma non risparmia neanche i Paesi sviluppati dove sono 15 milioni a soffrire la fame; nell’Africa sub-sahariana sono 265 milioni, in America Latina e Caraibi 53 milioni, nel Vicino Oriente e Nord Africa 42 milioni.

Nel corso dell’ultimo decennio – spiega il rapporto Fao-Pam – anche prima dell’attuale crisi, il numero delle persone sottonutrite era aumentato in modo lento ma costante. Proprio questo aumento, sia nei periodi di prosperità economica che recessione, mostra, secondo la Fao, l’estrema debolezza del sistema mondiale di governance della sicurezza alimentare.

«I leader mondiali hanno reagito con determinazione alla crisi economica e finanziaria e sono stati in grado di mobilitare miliardi di dollari in un lasso di tempo molto breve. La stessa azione decisa è adesso necessaria per combattere fame e povertà» afferma il direttore generale della Fao Jacques Diouf. Secondo Diouf, è anche «essenziale investire nel settore agricolo dei Paesi in via di sviluppo, non solo per sconfiggere fame e povertà, ma anche per assicurare una generalizzata crescita economica, e dunque pace e stabilità nel mondo».

«Nel momento il numero delle persone che soffrono la fame ha raggiunto un picco storico, vi è il più basso livello di aiuti alimentari mai registrato – ha dichiarato Josette Sheeran, direttrice esecutiva del programma alimentare mondiale dell’Onu – Sappiamo quello che occorre per coprire le necessità urgenti, quello che serve sono le risorse e l’impegno internazionale per farlo».

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2 Comments Add your own

  • 1. Adam  |  Ottobre 17, 2009 at 11:02 am

    FAME E SOVRAPPOPOLAZIONE – I numerosi Paesi africani e asiatici indicati dalla FAO come i più esposti al rischio-fame, hanno avuto negli ultimi 50 anni – e avranno nei prossimi decenni – il più alto incremento di popolazione dell’intero pianeta. Questa evidente e incredibile contraddizione si rileva incrociando i dati forniti dalla FAO con quelli elaborati dal Census Bureau, ente governativo USA che studia la popolazione mondiale. Ad esempio, l’ETIOPIA nel 1959 aveva 24 milioni di abitanti, oggi ne ha 85 milioni e nel 2025 ne avrà 140 milioni; il CONGO (Kinshasa) ne aveva 16 milioni nel 1959, oggi ne ha 68,5 milioni e fra quindici anni ne avrà 109 milioni; l’UGANDA ne aveva cinquant’anni fa solo 7 milioni, oggi 32 milioni e nel 2025 ne avrà 56 milioni; e così via… Come è possibile che i Paesi più colpiti dalla fame abbiano una crescita di popolazione così esplosiva, che non ha eguali nel pianeta? Se l’Italia avesse avuto il medesimo tasso di incremento, oggi conterebbe 180 milioni di abitanti e avrebbe non pochi problemi in campo alimentare! Anche augurandosi che oggi si risolvesse la tragedia della fame al 100%, fra quindici anni ci ritroveremmo con un problema aumentato al 150% visto l’altissimo incremento di popolazione nei Paesi più poveri. E’ come voler svuotare il mare con un secchiello… Per saperne di più vai al sito http://www.politicambiente.it.

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  • 2. mariaci  |  Ottobre 17, 2009 at 2:02 pm

    Mi fa piacere conoscere persone che vogliono andare a fondo dei problemi e cercare la verità delle informazioni.
    Anche se concordo sulla sua posizione e ritengo importante la regolazione delle nascite, tuttavia il problema degli affamati rimane e … come risolverlo vorrei che ci si aiutasse a capire.

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