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G8 ad Aquila: sarà ascoltato l’urlo dei poveri?

fame

[...] Qualche settimana fa al G8 dell’agricoltura in Veneto, uno dei summit tematici che hanno preceduto l’assise globale dell’Aquila, si è ammesso, finalmente, che l’obiettivo di ridurre la fame entro il 2015 è fallito.

Gli otto grandi continueranno a cullarsi nella loro tragica serenità? Basterebbe poco per non far fallire anche il vertice dell’Aquila. Basterebbe che si riducessero, anche di pochissimo, le spese militari. Per le armi si spendono ogni anno quasi 1.500 miliardi di dollari. Con la scusa della lotta al terrorismo, negli ultimi dieci anni, la spesa militare è aumentata del 45 per cento. Solo la manutenzione dei missili balistici nucleari americani costa 150 miliardi di dollari. Invece, con il 10 per cento delle spese militari si raggiungerebbero gli Obiettivi del Millennio.

In Italia la spesa per gli armamenti è sproporzionata rispetto a quella sociale. Sugli F35 nessuno ha alzato un dito. Anzi, il partito trasversale delle armi, che mette d’accordo destra e sinistra, loda la grandiosità dell’operazione e la paragona alle grandi opere. Le uniche aziende che stanno traendo profitto dalla crisi sono quelle delle armi. Però, la cifra per la cooperazione è stata ridotta drasticamente, né vale a consolarsi inserire tra gli aiuti della cooperazione anche le rimesse che gli immigrati mandano ai loro Paesi d’origine. Non possiamo lavarcene le mani. [...]

viaFamiglia Cristiana n. 27 del 5-7-2009 – Purché non vada in scena l’impotenza dei potenti.

Add comment Luglio 6, 2009

Con quale credibilità?

riso1Famiglia Cristiana nella rivista del 25- 01-09, pubblica:

«Entro il 2015 le nazioni più industrializzate dovrebbero stanziare per la crescita dei Paesi in via di sviluppo lo 0,7 per cento della loro ricchezza complessiva, ovvero del Prodotto interno lordo», sottolineano Beccegato e Marelli. «Le tappe di avvicinamento prevedevano lo 0,33 per cento nel 2006 e lo 0,56 per cento nel 2010. Con gli ultimi tagli l’Italia è ferma allo 0,09 per cento. Con quale credibilità dirà agli altri Paesi del G8 di contribuire a combattere miseria, analfabetismo e alcune malattie?».

«Siamo il fanalino di coda, altro che storie», incalza Sergio Marelli. «Sa cosa si sarebbe potuto fare con i 411 milioni di euro cancellati dalla Finanziaria di quest’anno alla voce “aiuti allo sviluppo”? Si sarebbe potuto vaccinare contro la poliomielite 15 milioni di persone, comprare 100 milioni di zanzariere anti-malariche, scavare 16 mila pozzi di acqua potabile, garantire cinque anni di scuola primaria per 3 milioni di bambini e tante altre cose ancora».

Ma non è tutto. «Nell’intervista a Famiglia Cristiana, il ministro Franco Frattini annunciava di aver “recuperato” 100 milioni attraverso il provvedimento che finanzia le missioni italiane all’estero, varato di corsa a ridosso di San Silvestro», attacca Marelli. «Se parlava, come penso, del Decreto legge numero 209 del 30 dicembre 2008 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2008, di quei 100 milioni “recuperati alla cooperazione” e gestiti dal ministero degli Esteri non c’è proprio traccia. Fondi e competenze per “interventi a favore della popolazione locale” sono affidati esclusivamente ai “comandanti dei contingenti militari che partecipano alle missioni internazionali per la pace”».

Add comment Gennaio 29, 2009

G8 – Abbiamo un po’ di rimorso?

Mi chiedo: perché l’Italia ha disatteso le speranze, perché non ha mantenuto le promesse fatte nel G8 precedente?

Se consideriamo ogni persona con uguale dignità, (e la nostra cultura cristiana dovrebbe ben ricordarcelo) mi sembra che qui sia venuto a mancare un diritto fondamentale, quello del nutrimento indispensabile alla sopravvivenza.

Di quelle 70.000 che muoiono ogni giorno per mancanza di cibo, quante avrebbero potuto essere ancora vive se si fossero mantenute le promesse?

Abbiamo il rimorso per queste morti silenziose?

1 comment Luglio 11, 2008

G8 – Possiamo sperare?

E’ finito anche questo G8. Quali risultati? Quali vantaggi per il mondo povero?

La stampa non parla di fallimento, ma nemmeno di successo.
Cito dall’articolo del Corriere dell Sera – I timidi risultati del G8.

[...]qualche piccolo passo avanti sulla lotta ai cambiamenti del clima e alla povertà in Africa, qualche impegno sugli aiuti necessari ad alleviare la crisi alimentare in alcuni Paesi. Ma anche critiche dalle organizzazioni non governative perché si fa troppo poco e dai Paesi che del G8 non fanno parte.[...]

Quest’anno le promesse verranno mantenute?

AFRICA – Sulla povertà, il G8 ha confermato l’obiettivo di versare 25 miliardi di dollari l’anno ai Paesi africani su diversi progetti di aiuto. Il problema è che gli impegni presi dal 2005 a oggi sono stati rispettati solo al 14% [...]

E l’Italia in particolare?

[...] in una scala percentuale di onorabilità delle promesse fatte, Roma arriva a meno uno, secondo i calcoli di Geldof.[...]

3 comments Luglio 10, 2008


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