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Infornazione sbilanciata: numeri o persone?
Provo indignazione quando vedo, tramite i mass media, ma anche intorno a me, nel mio ambiente di vita, come le persone siano trattate in modo diverso a seconda della loro notorietà, delle condizioni economiche, del grado di autorità, del potere esercitato in ogni ambito.
Così i fatti di vita quotidiana o le circostanze di festa o di lutto sono visti e considerati in maniera del tutto differente a seconda del personaggio che ne viene coinvolto.
Non è giusto.
Anche se la causa è spesso nostra che leggiamo, guardiamo o ascoltiamo queste notizie.
Non è giusto che se muore un presidente, un personaggio dello spettacolo, un capo religioso, … vi siano dedicate ore e ore di informazioni, scendendo anche nei particolari più banali, mentre per la gente comune, se non sono fatti tragici, si parla di numeri.
Ecco, è proprio di questi numeri che io vorrei si sentisse parlare più spesso.
Vorrei che ad ogni numero corrispondesse un viso, una persona con un nome, una dignità …
A questi numeri corrispondono anche le morti silenziose, quelle di migliaia di persone che scompaiono ogni giorno perché prive di sostentamento; il loro silenzio dovrebbe parlarci, dovrebbe essere ascoltato.
Numeri approssimativi perché poco importanti. Quindi dovrebbero essere aggiornati, certi, motivati …
Mi rendo conto che il mio è un pensiero utopistico: numeri a cui spesso non corrispondono nemmeno nomi all’anagrafe, neanche si sa che sono nati!
Sono convinta che anche un non credente, che abbia il rispetto di tutti e consideri gli altri uguali a sé per dignità, per diritti e doveri, non può non trovarsi d’accordo sulle mie considerazioni.
Tanto più un credente, un Cristiano, che sa essere tutti figli dello stesso Padre.
Add comment Luglio 27, 2008
