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Un mondo-un sogno

Oggi cerimonia di chiusura dei giochi olimpici.
Quante emozioni! Commozione, come era stato per lo spettacolo di apertura, anzi ora maggiore. Perché in questi giorni, a poco a poco, ci siamo affezionati sempre di più alle avventure degli sportivi, come pure a tutta quella realtà cinese che accoglieva, organizzava e si mostrava al mondo. Quindi ora c’è un po’ di tristezza perché è tutto finito. Soprattutto perché veramente sembra un sogno che sia svanito. Ma non è così. Realmente 204 Paesi hanno partecipato e hanno dato il meglio di sè nei loro atleti.
E’ stato detto che lo sport unisce. Eccome! Quante belle immagini di vera sportività, di partecipazione alle gioie e alle sofferenze altrui! Ma anche la danza, la musica, l’arte uniscono. In questi momenti si sente come è bello e possibile l’unione del genere umano nella pace. Questo è quello che non dovrebbe venire meno. Perché è stato vissuto realmente.
E’ stato anche detto che lo sport non può risolvere tutti i problemi. E i problemi sono tanti. A cominciare dalla Cina fino al più piccolo Stato partecipante.
Ma che non sia una scusa che ci allontana dallo slogan UN MONDO – UN SOGNO
Come sarebbe bello che questo fosse anche lo slogan di tutte le persone che sognano, credono e lavorano per un progetto di eliminazione della povertà nel Mondo.
COLTIVIAMO QUESTO SOGNO
TENIAMOLO SEMPRE DAVANTI A NOI
COME META CHE ILLUMINA IL FUTURO
DI UN MONDO PIU’ GIUSTO E PIU’ BELLO
Quando questo sogno si avvererà, lo sport sarà tanto più bello, perché veramente espressione di tutti; anche di quelle persone che ora sono escluse perché hanno più grande il problema della sopravvivenza.
Add comment Agosto 24, 2008
Infornazione sbilanciata: numeri o persone?
Provo indignazione quando vedo, tramite i mass media, ma anche intorno a me, nel mio ambiente di vita, come le persone siano trattate in modo diverso a seconda della loro notorietà, delle condizioni economiche, del grado di autorità, del potere esercitato in ogni ambito.
Così i fatti di vita quotidiana o le circostanze di festa o di lutto sono visti e considerati in maniera del tutto differente a seconda del personaggio che ne viene coinvolto.
Non è giusto.
Anche se la causa è spesso nostra che leggiamo, guardiamo o ascoltiamo queste notizie.
Non è giusto che se muore un presidente, un personaggio dello spettacolo, un capo religioso, … vi siano dedicate ore e ore di informazioni, scendendo anche nei particolari più banali, mentre per la gente comune, se non sono fatti tragici, si parla di numeri.
Ecco, è proprio di questi numeri che io vorrei si sentisse parlare più spesso.
Vorrei che ad ogni numero corrispondesse un viso, una persona con un nome, una dignità …
A questi numeri corrispondono anche le morti silenziose, quelle di migliaia di persone che scompaiono ogni giorno perché prive di sostentamento; il loro silenzio dovrebbe parlarci, dovrebbe essere ascoltato.
Numeri approssimativi perché poco importanti. Quindi dovrebbero essere aggiornati, certi, motivati …
Mi rendo conto che il mio è un pensiero utopistico: numeri a cui spesso non corrispondono nemmeno nomi all’anagrafe, neanche si sa che sono nati!
Sono convinta che anche un non credente, che abbia il rispetto di tutti e consideri gli altri uguali a sé per dignità, per diritti e doveri, non può non trovarsi d’accordo sulle mie considerazioni.
Tanto più un credente, un Cristiano, che sa essere tutti figli dello stesso Padre.
Add comment Luglio 27, 2008
