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Bolivia – Centro del bambino denutrito
Le statistiche attuali ci dicono che in Bolivia, Paese con una popolazione di circa 8 milioni di abitanti, 33 bambini muoiono ogni giorno per denutrizione (da “Opiniòn” Quotidiano di Cochabamba del 10/10/2002). Di questo però, della denutrizione, se ne parla molto poco e solo in alcune occasioni. Si dice che fra i Paesi del Centro America e America Latina, la Bolivia sia al 2° posto per tale problematica.

Il sistema previsto per l’organizzazione della salute nazionale parla molto di prevenzione, però ancora non ci siamo e viviamo la necessità di fare qualcosa per l’emergente, per l’urgente, per quella che noi chiamiamo ancora “VITA”, sebbene le creature che alcune volte arrivano al centro sembra proprio che di vita ne abbiano ben poca. E per recuperare la vita di un bimbo denutrito i costi rimangono ancora molto alti e il tempo richiesto è anche lungo, fattori spesso scoraggianti perchè l’ambiente è povero per cui è facile… lasciar morire. Un bimbo con MARASMA (magrezza estrema, ci sono creature che ad un anno, un anno e mezzo pesano 5-6 Kg.) richiede un tempo minimo di cure di 3 mesi, mentre il ricovero di un bimbocon KWASHIORKOR (il bimbo si presente molto gonfio, non gli manca peso ma spesso sembra un grande ustionato) pur avendo un tempo iniziale molto grave, si riprende in tempi più brevi. Fra i primi, molti soni i candidati alla tubercolosi.
Add comment Agosto 26, 2008
Infornazione sbilanciata: numeri o persone?
Provo indignazione quando vedo, tramite i mass media, ma anche intorno a me, nel mio ambiente di vita, come le persone siano trattate in modo diverso a seconda della loro notorietà, delle condizioni economiche, del grado di autorità, del potere esercitato in ogni ambito.
Così i fatti di vita quotidiana o le circostanze di festa o di lutto sono visti e considerati in maniera del tutto differente a seconda del personaggio che ne viene coinvolto.
Non è giusto.
Anche se la causa è spesso nostra che leggiamo, guardiamo o ascoltiamo queste notizie.
Non è giusto che se muore un presidente, un personaggio dello spettacolo, un capo religioso, … vi siano dedicate ore e ore di informazioni, scendendo anche nei particolari più banali, mentre per la gente comune, se non sono fatti tragici, si parla di numeri.
Ecco, è proprio di questi numeri che io vorrei si sentisse parlare più spesso.
Vorrei che ad ogni numero corrispondesse un viso, una persona con un nome, una dignità …
A questi numeri corrispondono anche le morti silenziose, quelle di migliaia di persone che scompaiono ogni giorno perché prive di sostentamento; il loro silenzio dovrebbe parlarci, dovrebbe essere ascoltato.
Numeri approssimativi perché poco importanti. Quindi dovrebbero essere aggiornati, certi, motivati …
Mi rendo conto che il mio è un pensiero utopistico: numeri a cui spesso non corrispondono nemmeno nomi all’anagrafe, neanche si sa che sono nati!
Sono convinta che anche un non credente, che abbia il rispetto di tutti e consideri gli altri uguali a sé per dignità, per diritti e doveri, non può non trovarsi d’accordo sulle mie considerazioni.
Tanto più un credente, un Cristiano, che sa essere tutti figli dello stesso Padre.
Add comment Luglio 27, 2008
70.000 (più o meno)
Ho letto un libro (“I poveri e la teologia” di Josè Maria Castillo), che mi ha fatto riflettere molto.
Nella conclusione trovo questa frase:
“secondo le stime più basse ogni giorno nel mondo muoiono 70.000 persone per denutrizione”
70.000
- è il numero che non vorrei mai più dimenticare
- realtà da tenere presente, ogni giorno, per condividere con altri riflessioni e proposte su cosa fare
- dato di fatto da tenere sotto controllo per scoprire le cause che possono trasformare tale situazione
4 comments Luglio 7, 2008
