Un libro interessante!

dicembre 30, 2009 at 9:55 am Lascia un commento

Ho trascritto solo alcuni commenti al libro, ma veramente il post è tutto interessante: fa un’analisi seria e ben articolata della situazione politico-economica attuale e delle possibili soluzioni ai gravi problemi che attanagliano il nostro mondo.

[…] negli ultimi anni si sono sviluppati molti servizi innovativi nel campo delle piccole assicurazioni (sanitarie, sui beni, sulla vita, ecc.) e della “microfinanza”, di cui l’esempio più famoso è la Grameen Bank del premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, che ha dimostrato che prestare denaro ai poveri non è rischioso. Nel 98 per cento dei casi i prestiti vengono restituiti (p. 206). Tra le altre cose non è vero che le popolazioni affamate desiderano il nostro cibo: spesso “preferiscono denaro contante, perché permette loro di prendere decisioni riguardo al modo migliore di migliorare la propria situazione: cosa e dove investire e consumare”, cioè nei mezzi di produzione e nei cibi più adatti a loro (p. 196). Purtroppo i donatori per espletare il loro “aiuto condizionato” impongono l’acquisto di beni e servizi inappropriati che possono costare fino al 30 per cento del progetto, senza calcolare i costi di progettazione, implementazione e monitoraggio che possono ammontare a un buon 20 per cento dell’aiuto finanziario totale (p. 333).

Dopotutto il nocciolo della questione è la mancanza di controllo e di responsabilità sull’esito dei progetti “umanitari” che vengono calati dall’altro di asettici uffici di burocrati malamente prezzolati (William Easterly, I disastri dell’uomo bianco. Perché gli aiuti dell’Occidente al resto del mondo hanno fatto più male che bene, 2007). Inoltre, se le donne sono escluse dai lavori di alto livello, metà del talento umano è sprecato. Se la banche si rifiutato di prestare denaro a persone capaci e povere, vengono sprecate delle opportunità economiche. E una madre povera può compromettere la vita di tutti i suoi figli (p. 6). Del resto l’eccessiva disuguaglianza sociale ed economica favorisce l’insorgenza di pericolosi conflitti civili, e “una soluzione negoziata incompleta può ridurre la sofferenza umana temporaneamente, ma può condannare un Paese ad una instabilità prolungata” come è avvenuto in Kosovo (p. 96).

… questo libro racconta una società civile che si ritrova ad operare in un pianeta sempre più affollato e depredato.

E la messa al bando delle mine antiuomo a livello mondiale, la campagna per l’affermazione per i diritti delle donne in Marocco con l’istituzione del nuovo Codice della Famiglia islamico (p. 64) e la rivolta contro la privatizzazione dell’acqua in Bolivia (p. 31) sono alcuni dei successi più importanti da segnalare.

Dunque non ci sono dubbi che un gruppo di cittadini impegnati possa cambiare il mondo e in effetti è l’unico modo in cui il mondo è cambiato finora (Margaret Mead). Ma forse il grande problema della società industriale globale consiste nel fatto che “il progresso tecnologico è come un’ascia nelle mani di un criminale patologico” (Albert Einstein). Infine mi sembra giusto terminare riportando due testimonianze femminili dalla prima linea del fronte: “Gli uomini armati hanno rubato le terre della gente, le loro case, i loro figli e hanno obbligato le figlie a sposarli. Hanno preso il sangue del Paese” (donna afghana); “Prima che si formasse l’organizzazione, non sapevamo niente ed eravamo completamente ignoranti. L’organizzazione ci ha infuso una nuova anima” (donna pakistana).

Note – 1) “Possiamo implorare disperatamente perché il tempo si fermi mentre passa, ma il tempo è sordo a ogni supplica e va avanti velocemente. Sulle ossa sbiancate e sui resti disordinati di molte civiltà stanno scritte le tristi parole: troppo tardi” (Martin Luther King); 2) “L’unica strada è che l’Africa guidi il proprio autobus e che l’autista e i passeggeri siano completamente d’accordo sulla direzione di marcia. Ciò detto, abbiamo bisogno di aiuto per riempire il serbatoio” (ex ministro delle Finanze eritreo, p. 348); 3) Ucodep (www.ucodep.org) è il partner italiano di Oxam; 4) La prima causa di morte nel mondo è il tabacco, a cui seguono la denutrizione, l’obesità (!) e l’inquinamento (Tabella a p. 192). Alla faccia dell’anidride carbonica!

viaLa lotteria della nascita: dalla povertà al potere – AgoraVox Italia.

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